Un’epopea che ha segnato la storia del manga
Poche opere possono vantare l’impatto culturale e artistico di Berserk, il capolavoro dark fantasy di Kentaro Miura. Nato nel 1989 sulle pagine di Monthly Animal House (poi diventato Young Animal), questo manga ha attraversato oltre tre decenni, conquistando lettori di ogni generazione. Con 42 volumi pubblicati fino a oggi, Berserk è molto più di una semplice storia di spade e vendetta: è una riflessione sulla condizione umana, sulla sofferenza e sulla ricerca di un destino personale.
Kentaro Miura, perfezionista fino all’estremo, ha lavorato incessantemente alla sua opera fino alla sua scomparsa nel 2021. Il maestro stesso raccontava che spesso rivedeva più volte la stessa tavola per raggiungere il livello di dettaglio che desiderava. Questo amore per la perfezione si riflette in ogni pagina di Berserk, dove ogni tratto di china sembra scavare nella carne e nell’anima dei personaggi.
L’eredità di Berserk: un impatto indelebile
L’influenza di Berserk si estende ben oltre il mondo del manga. Tra le opere che ne hanno subito il fascino, troviamo titoli celebri come Dark Souls, Bloodborne ed Elden Ring: il creatore di questi videogiochi, Hidetaka Miyazaki, ha più volte dichiarato di aver preso ispirazione dall’atmosfera cupa e dai design delle armature di Miura. Anche mangaka come Hajime Isayama (L’Attacco dei Giganti) e Makoto Yukimura (Vinland Saga) hanno riconosciuto il debito nei confronti di Berserk, in particolare per la sua capacità di mescolare azione spettacolare e profondità psicologica.
Ma non finisce qui: il celebre personaggio di Cloud Strife di Final Fantasy VII e la sua iconica Buster Sword ricordano da vicino la spada del protagonista di Berserk, la leggendaria Ammazzadraghi. Anche nel cinema, registi come Guillermo del Toro e anime come Claymore e Devilman Crybaby devono molto all’opera di Miura.
Un universo affascinante
Ciò che rende Berserk così magnetico è la sua capacità di intrecciare mitologia, filosofia e riflessioni esistenziali in un mondo brutale e spietato. Le ispirazioni medievali si mescolano con influenze tratte dalla mitologia nordica e cristiana, dando vita a un universo oscuro, popolato da creature spaventose e da cavalieri tormentati. Il concetto di destino, il libero arbitrio e la natura del male sono temi centrali nella narrazione, esplorati attraverso personaggi complessi e profondamente umani.
Miura stesso, in un’intervista, ha dichiarato: “La mia idea di ‘oscurità’ non è solo il male puro. È la lotta, la sofferenza, ma anche la luce che cerca di emergere da tutto questo.”
Questa frase racchiude l’essenza di Berserk: un’opera che ci mette di fronte agli orrori più profondi, ma che, proprio per questo, ci insegna il valore della determinazione e della speranza.
Conclusione: un viaggio senza fine
Nonostante la tragica scomparsa di Miura, Berserk continua il suo cammino sotto la guida del suo studio e del suo storico amico e assistente, Kouji Mori. La strada da percorrere è ancora lunga, ma una cosa è certa: l’eredità di Berserk è già immortale.
Se non l’avete ancora letto, preparatevi a un viaggio intenso, fatto di gloria e disperazione, di spade e sogni infranti, ma soprattutto di un’umanità raccontata come mai prima d’ora in un manga.